LA CATARATTA

Che cosa é la cataratta?

catarattaPer cataratta si intende l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale interna all’occhio, che provoca l’annebbiamento progressivo della vista. Il cristallino, normalmente trasparente, tende a diventare opaco per fenomeni di ossidazione delle proteine costituenti il suo tessuto. In un occhio sano la luce attraversa il cristallino trasparente e raggiunge la retina: la focalizzazione è normale e il cervello percepisce immagini nitide.

In un occhio affetto da cataratta, il cristallino opaco arresta parzialmente il passaggio dei raggi luminosi che vengono deviati in più direzioni: ciò impedisce la normale focalizzazione sulla retina e la percezione delle immagini risulta confusa.

Generalmente la cataratta si sviluppa lentamente e senza causare dolore. Può insorgere in entrambi gli occhi, anche se di norma un occhio viene interessato prima dell’altro. Il sintomo più comune è l’annebbiamento della vista. È come se avessimo un velo sull’occhio: inutile quindi sbattere ripetutamente le palpebre per rimuoverlo o pulire le lenti degli occhiali credendole appannate! Diventa più difficile distinguere gli oggetti collocati negli ambienti poco luminosi e se siamo sottoposti ad una luce intensa (abbagliamento) proviamo una sensazione di fastidio (fotofobia). Inoltre appaiono degli aloni attorno alle sorgenti luminose.
I colori ci sembrano meno vivaci e in molti casi si ha la comparsa (o se già presente, l’aumento) della miopia. Quando l’opacità del cristallino diventa molto densa non siamo più in grado di distinguere gli oggetti; in fasi molto avanzate possiamo avere la perdita anche totale della vista che però potrà essere pienamente recuperata dopo l’intervento chirurgico.
Individuati i sintomi, sarà compito del medico specialista oculista, dopo un accurato esame dell’occhio, valutare le nostre reali condizioni.

COME SI CURA

In presenza di cataratta non esistono cure, diete od occhiali in grado di farla regredire. Finora l’unico trattamento valido è di tipo chirurgico. Non è un’operazione da eseguire d’urgenza e può essere praticata indipendentemente dal grado di opacizzazione del cristallino quando impedisca al paziente di svolgere le normali attività quotidiane. Dopo l’intervento chirurgico le probabilità di ottenere un miglioramento della vista sono eccellenti (superiori al 97%). La presenza di altre malattie oculari può, però, compromettere il risultato finale, anche se l’operazione è riuscita perfettamente.

La rimozione della cataratta, cioè l’estrazione del cristallino opacato, può essere eseguita mediante intervento di facoemulsificazione con successivo impianto di cristallino artificiale.

La facoemulsificazione, che impiega ultrasuoni per rimuovere il cristallino opaco, è certamente la tecnica più sicura oggi conosciuta per l’intervento di cataratta. Si tratta di una metodica poco invasiva che riduce al massimo i tempi di intervento, non richiede punti di sutura ed ha permesso l’utilizzo dell’anestesia topica, cioè la somministrazione di un collirio anestetico nell’occhio. L’operazione è fatta ambulatorialmente, cioè senza necessità di ricovero; consente una rapida guarigione e un precoce recupero visivo. Attraverso un’incisione inferiore ai 3 mm è creata un’apertura sulla capsula anteriore del cristallino. La sonda a ultrasuoni frammenta la parte centrale della lente che può così essere aspirato ed eliminato. Un’altra sonda è poi introdotta, attraverso la stessa piccolissima incisione, per aspirare la parte periferica morbida.

La porzione anteriore e posteriore della capsula resta intatta e nella sua sede originale, formando una sacca che accoglierà la lente artificiale pieghevole. In alternativa può essere inserita una lente intraoculare rigida ampliando l’incisione .L’utilizzo della facoemulsificazione e l’inserimento del cristallino dentro la “sacca capsulare” rendono l’operazione particolarmente precisa e sicura. Ciò non significa che si tratti di un intervento semplice: al contrario esso richiede notevoli abilità ed esperienza unite alla padronanza di apparecchiature sofisticate.
COMPLICANZE ED EFFETTI COLLATERALI POSSIBILI

Come per tutti gli atti chirurgici anche nel caso dell’operazione di cataratta possono insorgere complicanze quali emorragie o rotture della capsula del cristallino. È importante comprendere che il cristallino artificiale non consente di fare tutto ciò che un cristallino naturale sano è in grado di fare. Per questo motivo, anche dopo l’intervento, può essere necessario l’uso di occhiali. Più o meno frequentemente possono verificarsi le seguenti complicanze:

  • arrossamenti oculari saltuari;
  • bruciore, lacrimazione, sensazione di corpuscoli estranei nell’occhio (principalmente dovuto a scarso film lacrimale che non protegge adeguatamente);
  • discomfort visivo tra occhio operato e occhio con cataratta da operare;
  • visione di aloni, ombre, appannamenti transitori dovuti alle impurità galleggianti nel corpo vitreo e in precedenza mascherate dalla presenza della cataratta;
  • calcolo impreciso del cristallino artificiale, con necessità di utilizzare occialio correttivi;
  • aumento della pressione dell’occhio solitamente temporanea.

Tra le complicanze rare ricordiamo invece:

  • endoftalmite;
  • uveite;
  • distacco di retina;
  • glaucoma;
  • spostamento della lente intraoculare.

LA CATARATTA SECONDARIA

Alcuni mesi o anni dopo l’intervento di cataratta la capsula su cui è stato appoggiato il cristallino artificiale può diventare opaca. In questo caso viene utilizzato il raggio laser (yag  laser) che incidendo la capsula opaca ne provoca l’apertura al centro (capsulotomia posteriore). In breve tempo si ha il ripristino della funzione visiva ottenuta dopo il primo intervento.